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Mario Pazzi, "Monte Zebio 1917"

mario_pazzi Mario Pazzi nasce a Ferrara il 7 dicembre 1894, parte per la Grande Guerra all’età di 19 anni.
A differenza dei protagonisti delle nostre precedenti pubblicazioni riesce a tornare a casa al termine della guerra, a completare gli studi di ragioneria, trovando lavoro come impiegato e vivendo a Ferrara fino alla sua morte avvenuta il 15 novembre 1979.
Dal suo stato di servizio risulta che: il 26 luglio 1915 viene arruolato come soldato semplice nel 67° Fanteria (Brigata Palermo), giunge in territorio dichiarato in stato di guerra il 22 settembre 1915. Il 1 luglio 1916 viene trasferito nel 154° Fanteria (Brigata Novara), ed il 1 agosto partecipa al corso Allievi Ufficiali ottenendo la nomina ad Aspirante Ufficiale di Complemento il 3 novembre 1916, giungendo sull’Altipiano d’Asiago il 6 novembre. Partecipa alla Battaglia dell’Ortigara come Sottotenente del 151° Fanteria (Brigata Sassari) e viene preso prigioniero durante l’azione del 10 giugno 1917 sul monte Zebio.

Egli è stato partecipe, in prima persona, di avvenimenti descritti successivamente da molti autori, come Emilio Lussu, Alfredo Graziani, Leonardo Motzo, Giuseppe Tommasi, al tempo dei fatti Ufficiali della Sassari. Di particolare interesse un racconto dove viene riportata la sua versione su un fatto di rilievo messo in risalto anche dal film di Francesco Rosi “Uomini Contro” tratto dal libro “Un Anno sull’Altipiano”; riguarda l’episodio di giustizia sommaria che ha coinvolto il maggiore Marchese, comandante del primo battaglione e la 3° compagnia dello stesso che ha visto il nostro autore come testimone diretto.
Per l’azione del 10 giugno egli viene decorato della medaglia d’argento al Valor Militare con la seguente motivazione: “Sotto violento tiro incrociato di fucileria e mitragliatrici, alla testa del suo plotone, penetrava in una trincea nemica che occupava ed organizzava a difesa, facendone prigioniero il presidio Resisteva quindi valorosamente ai contrattacchi avversari, quantunque avesse riportato una leggera ferita, e , dopo lotta corpo a corpo, ferito una seconda volta e sopraffatto, rimaneva prigioniero”.

La seconda parte del libro racconta le sue vicende nei due campi di prigionia che lo videro protagonista: Sigmundserberg in Austria inferiore e Dunaszerdahely in Ungheria. Mario Pazzi di questo periodo ci lascia un interessante e ricco archivio fotografico, dove vengono ritratti oltre ai momenti di vita, le attività e l’organizzazione nei campi, altri ufficiali prigionieri, ripresi in gruppo o singolarmente.