
Grande successo ha ottenuto il convegno “1915 – 1918: guerra e sanità militare.
Un confronto con i giorni nostri” svoltosi l’11 novembre u.s. presso l’aula magna delle “Nuove Cliniche”
dell’arcispedale “S. Anna” di Ferrara. L’iniziativa promossa ed organizzata dall’Istituto di Clinica
dell’Università di Ferrara, dall’associazione culturale di ricerche storiche “Pico Cavalieri” e dal
Centro di Documentazione Storica del Comune di Ferrara si è svolta nell’ambito degli incontri della
Società Medico Chirurgica di Ferrara. Il convegno è stato aperto dal Direttore dell’Istituto di
Clinica Chirurgica, prof. Gianfranco Azzena, che salutanto i presenti ha presentato alcune consideranzioni
sul significato della pace e della guerra, in rapporto all’attuale situazione mondiale.
È stato quindi dato spazio al dr. Carlo Magri, del Centro Audiovisivi dell’ateneo ferrarese, che ha
presentato un’interessantissimo “collage” cinematografico sulla sanità militare nel primo conflitto
mondiale, sia dal punto di vista della fiction cinematografica che documentaristica.
La prima parte del convegno è stata dedicata precisamente alla prima guerra mondiale. Enrico Trevisani,
del Centro di Documentazione storica, ha illustrato l’organizzazione della sanità del nostro esercito
all’entrata e durante il conflitto, considernado poi l’impatto delle nuove armi sul soldato di allora.
Il dott. Lorenzo Cappellari, dell’Ist. di Clinica Chirurgica, utilizzando come traccia il diario del
Cap. Medico Gregorio Soldani (“Dal fronte del sangue e della pietà” Ed. Gaspari, Udine) ha parlato dei
principali aspetti delle scoperte in campo medico dell’epoca e la loro applicazione alla sanità militare.
I temi della relazione sono stati: l’impatto della prima guerra mondiale sulla popolazione in termini di
perdite di vite umane, le possibilità dell’epoca nel trattamento del ferito di guerra, la psichiatria di
guerra, le malattie infettive, la simulazione e l’autolesionismo. Il dott. Alberto Mandini, della Direzione
Sanitaria del nosocomio ferrarese, si è calato nella realtà ferrarese di allora parlando dell’arcispedale
S. Anna, che venne inaugurato, nei primi padiglioni, nel 1910. Nel 1915, soprattutto ad opera della CRI locale,
e maggiormente nel 1917, diventato ospedale di retrovia (dopo la ritirata di Caporetto), accolse centinaia
di feriti ed ammalati provenienti dal fronte.
Decine di infermiere volontarie della CRI, prestarono la loro opera a fianco dei medici civili, militari e
di CRI. Il dr. Donato Bragatto, presidente dell’ass. “Pico Cavalieri”, ha relazionato sull’attività svolta
dal maggiore medico prof. Gaetano Boschi, psichiatra, in quella struttura che attualmente ospita il
“Centro Professionale Opera Don Calabria - Città del Ragazzo” alla periferia della città. Venne inaugurato
da S.S. Pio IX a metà del 1800 e venne destinato a Seminario arcivescovile. Egli cercò di applicare ai
pazienti che sviluppavano patologia psichiatriche al fronte, innovative terapie basate soprattutto sugli
aspetti di socializzazione, istruzione e svago terapeutico, associate alle tradizionali conoscenze
dell’epoca sulle psicopatologie. Conclude la parte storica il dott. Renzo Giuliani, della chirurgia
maxillo-facciale dell’O.C. Bellaria di Bologna, con una relazione sull’attività dell’Istituto Beretta
di Bologna che si occupò del recupero dei Pazienti odontoiatrici e poi dei feriti e mutilati al volto.
Il centro di Bologna si affiancò a quello di Milano e di Palermo (trasferito poi a Napoli) nella nascita
della chirurgia maxillo(bucco)-facciale in Italia. Soprattutto Bologna si distinse per la fama e l’arditezza degli interventi.
Il Cap. Me. Dott. Raffaele Cresta, dell’ Aereonautica Militare di Roma, ha trattato, in paragone con la prima guerra mondiale,
l’organizzazione attuale della sanità delle noste forze armate. In particolare ha sviluppati argomenti inerenti
l’evacuazione dei feriti con mezzo aereo.
Sono intervenute poi, presentando la loro esperienza, alcune Infermiere Volontarie, del Comitato Prov. Croce
Rossa Italiana di Ferrara, che hanno prestato la loro opera a Nasiryiha (Irak), nell’ospedale da campo
CRI aggregato al contingente militare italiano “Operazione Antica Babilonia”. Il dott. Vittorio Pedroni,
del Serv. di Anestesia e Rianimazione, O.C. Bellaria, Bologna, ha parlato della propria esperienza di
anestesista nell’ospedale da campo CRI di Bagdad nel 2003.
Lo stesso ha fatto il dott. Luigi Maculotti, direttore U.S. Chirurgia d’Urgenza, Iseo (Bs), presentando
una relazione sul trattamento delle ferite d’arma da fuoco e sui corpi estranei ritenuti. L’esperienza del
dott. Maculotti è stata maturata nel 2003, nell’ospedale da campo CRI di Bagdad, ora divenuto Medical City
Hospital Bagdad.
Il Convegno è stato concluso da alcune riflessione del dott. Gian Paolo Borghi, direttore del centro di documentazion storica.
Gli organizzatori, visto il successo ottenuto e le richieste ricevute, stanno organizzando la stampa degli atti del Convegno.