Per non disperdere la memoria - Per render tangibile la memoria - Per diffondere la memoria - Per rivivere la memoria
Il fondo Lelio Baroncini, che trova collocazione negli archivi della Associazione Culturale di Ricerche Storiche Pico Cavalieri di Ferrara, e' costituito da numerose fotografie di diverso formato e da documenti tra i quali cartoline, lettere, ed articoli di giornale riguardanti il periodo di partecipazione alla Grande Guerra e degli anni successivi.
Di particolare interesse l'epistolario tra il Baroncini e la moglie che si protrae oltre il periodo militare. In mancanza del suo foglio matricolare, la sua vicenda bellica e' stata ricostruita grazie alla testimonianza della sorella, ed attraverso le indicazioni riportate nel suddetto fondo. Nasce ad Imola in una famiglia medio borghese il 24 gennaio del 1895.
Allo scoppio della Grande Guerra fu chiamato alle armi con destinazione Brescia nel 77 Reggimento Fanteria Brigata Toscana e partecipò al conflitto col grado di Tenente di fanteria, combattendo nel 17 Reggimento Fanteria Brigata Acqui sul Carso, tra la fine del 1915 fino alla primavera del 1916. Poi la Brigata Acqui fu trasferita nel giugno del 1916 sull'Altipiano di Asiago.
Nella fase controffensiva italiana tendente alla riconquista del territorio perduto a seguito dell'offensiva austro-ungarica "Strafexpedition", egli si comportò da valoroso e meritò a Croce di Guerra e la Medaglia d'Argento al Valor Militare, con la seguente motivazione:"Comandante del plotone di testa di una compagnia, nell'attacco di una forte posizione, guidò il suo reparto, sotto il violento fuoco di fucileria e mitragliatrici avversarie, con valore, ardimento e fermezza, sino a brevissima distanza dall'obiettivo. Due volte ferito, non lascioò il comando, se non quando gli vennero meno le forze"
Monte Interrotto (Asiago), 11 luglio 1916.